e ci accompagna va questa ninna nanna... e mi sentivo bambina insieme a te..
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mercoledì 12 gennaio 2011
buon compleanno....ovunque tu sia
....ti amo piccola mia, come se fossi qui con me...e mi gira in testa questo ritornello..Oggi sono 8 anni...ma avrai 5 mesi per sempre, e come dice la tua sorellina, "voli alto alto con le ali bianche..", ci sei presenza discreta, e mi preoccupavo di parlare di te a lei, ma un giorno è venuta lei a dirmi "io ho una sorellina, è un angelo, e vola alto alto..."..e il nostro pudore nel parlare di te è volato via con quelle parole..
Perchè la vita non finisce mai, cambia solo forma..
io son partito poi così d'improvviso
Che non ho avuto il tempo di salutare
Istante breve ma ancora più breve
Se c'è una luce che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
Può darsi un giorno ti riesca a toccare
Con i colori si può cancellare
Il più avvilente e desolante squallore
Son diventato se il tramonto di sera
E parlo come le foglie d'aprile
E vivrò dentro ad ogni voce sincera
E con gli uccelli vivo il canto sottile
E il mio discorso più bello e più denso
Esprime con il silenzio il suo senso
I
Perchè la vita non finisce mai, cambia solo forma..
io son partito poi così d'improvviso
Che non ho avuto il tempo di salutare
Istante breve ma ancora più breve
Se c'è una luce che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
Può darsi un giorno ti riesca a toccare
Con i colori si può cancellare
Il più avvilente e desolante squallore
Son diventato se il tramonto di sera
E parlo come le foglie d'aprile
E vivrò dentro ad ogni voce sincera
E con gli uccelli vivo il canto sottile
E il mio discorso più bello e più denso
Esprime con il silenzio il suo senso
I
martedì 11 gennaio 2011
a proposito di autismo...intervista a un'insegnante di sostegno
ho letto quest'intervista, trovo che sia bella e che faccia capire quanto sia importante il ruolo dell'insegnante di sostegno...con il permesso dell'intervistata Rita Palmas, conosciuta su FB...
Da sette anni lavori come insegnante di sostegno nella scuola primaria sarda. Esattamente di cosa ti occupi?
“Sono innanzitutto un’insegnante che si occupa di educazione-formazione e nello specifico il mio lavoro è finalizzato all’integrazione scolastica dei bambini con bisogni educativi speciali. Attualmente opero in una scuola come docente specializzata nel sostegno. In stretta collaborazione con Tiziana, carissima collega specializzata, e insieme alle docenti delle classi, quotidianamente mi adopero per trovare le strategie didattiche più idonee ed attuare le azioni migliori atte a facilitare il processo di apprendimento di tutti gli alunni e in particolare di quelli meno fortunati. Nell’anno scolastico 2000/01, da insegnante comune e senza specializzazione, accettai il primo incarico su posto di sostegno per seguire il caso di una bambina con una disabilità importante. Fu come un’avventura, una grande sfida, una preoccupazione quotidiana per la paura di non essere in grado di aiutare la piccola a superare le difficoltà, migliorare le abilità carenti e le sue competenze. Nei primi tre anni ho avuto la fortuna di incontrare persone molto competenti: colleghe ed esperti che mi affiancavano e su cui potevo contare! Tuttavia a me mancava quella preparazione di base richiesta ad un professionista che si occupa del delicato compito dell’integrazione/inclusione scolastica e sociale di un disabile (legislazione, pedagogia speciale, didattica speciale, pedagogia della famiglia…). La svolta decisiva è avvenuta nel 2006 all’Università di Cagliari dove con una tesi su ‘L’arteterapia in educazione’ con grande fatica, dato che lavoravo e studiavo, ho raggiunto il tanto desiderato traguardo, ossia, essere un’insegnante specializzata per l’insegnamento ai bambini disabili nelle tre tipologie: non vedenti, non udenti e disabili psicofisici”.
Hai due alunni con problemi gravi: uno affetto da autismo infantile e l’altro con sindrome di Moebius. E’ vero?
“Sì, attualmente seguo due casi particolari e molto differenti l’uno dall’altro. L’autismo è una malattia sempre più diffusa e forse la più raccontata nella letteratura mondiale, nei film, nei giornali, talvolta in toni tinti di rosa. Li hanno chiamati bambini pesce, bambini della luna, tanto appaiono misteriosi: questi bambini hanno eretto un muro tra se stessi e il mondo che li circonda! E’ un tema che affascina molto! La Sindrome di Moebius è una rarissima patologia caratterizzata da paralisi dei nervi. Quasi sempre con conseguenze fisiche e per fortuna con meno danni a livello cognitivo. A prescindere dalle caratteristiche delle malattie, per me ciò che conta come insegnante è riuscire a valutare le potenzialità presenti e, quindi, rispondere in modo il più possibile preciso a queste due domande: quali sono i punti di forza di questo alunno? Quali i suoi punti di debolezza? Come vedi[..] non è solo il giornalista che pone domande. L’insegnante vive di interrogativi quotidiani, li pone agli altri ma anche a se stesso, e solo in questo modo può programmare interventi adeguati alle diverse situazioni che si trova ad affrontare”....
leggi l'intervista integrale su "la voce del nisseno"
Da sette anni lavori come insegnante di sostegno nella scuola primaria sarda. Esattamente di cosa ti occupi?
“Sono innanzitutto un’insegnante che si occupa di educazione-formazione e nello specifico il mio lavoro è finalizzato all’integrazione scolastica dei bambini con bisogni educativi speciali. Attualmente opero in una scuola come docente specializzata nel sostegno. In stretta collaborazione con Tiziana, carissima collega specializzata, e insieme alle docenti delle classi, quotidianamente mi adopero per trovare le strategie didattiche più idonee ed attuare le azioni migliori atte a facilitare il processo di apprendimento di tutti gli alunni e in particolare di quelli meno fortunati. Nell’anno scolastico 2000/01, da insegnante comune e senza specializzazione, accettai il primo incarico su posto di sostegno per seguire il caso di una bambina con una disabilità importante. Fu come un’avventura, una grande sfida, una preoccupazione quotidiana per la paura di non essere in grado di aiutare la piccola a superare le difficoltà, migliorare le abilità carenti e le sue competenze. Nei primi tre anni ho avuto la fortuna di incontrare persone molto competenti: colleghe ed esperti che mi affiancavano e su cui potevo contare! Tuttavia a me mancava quella preparazione di base richiesta ad un professionista che si occupa del delicato compito dell’integrazione/inclusione scolastica e sociale di un disabile (legislazione, pedagogia speciale, didattica speciale, pedagogia della famiglia…). La svolta decisiva è avvenuta nel 2006 all’Università di Cagliari dove con una tesi su ‘L’arteterapia in educazione’ con grande fatica, dato che lavoravo e studiavo, ho raggiunto il tanto desiderato traguardo, ossia, essere un’insegnante specializzata per l’insegnamento ai bambini disabili nelle tre tipologie: non vedenti, non udenti e disabili psicofisici”.
Hai due alunni con problemi gravi: uno affetto da autismo infantile e l’altro con sindrome di Moebius. E’ vero?
“Sì, attualmente seguo due casi particolari e molto differenti l’uno dall’altro. L’autismo è una malattia sempre più diffusa e forse la più raccontata nella letteratura mondiale, nei film, nei giornali, talvolta in toni tinti di rosa. Li hanno chiamati bambini pesce, bambini della luna, tanto appaiono misteriosi: questi bambini hanno eretto un muro tra se stessi e il mondo che li circonda! E’ un tema che affascina molto! La Sindrome di Moebius è una rarissima patologia caratterizzata da paralisi dei nervi. Quasi sempre con conseguenze fisiche e per fortuna con meno danni a livello cognitivo. A prescindere dalle caratteristiche delle malattie, per me ciò che conta come insegnante è riuscire a valutare le potenzialità presenti e, quindi, rispondere in modo il più possibile preciso a queste due domande: quali sono i punti di forza di questo alunno? Quali i suoi punti di debolezza? Come vedi[..] non è solo il giornalista che pone domande. L’insegnante vive di interrogativi quotidiani, li pone agli altri ma anche a se stesso, e solo in questo modo può programmare interventi adeguati alle diverse situazioni che si trova ad affrontare”....
leggi l'intervista integrale su "la voce del nisseno"
autismo e computer a basso costo
guardando il filmato di questo post mi sono spesso fermata a pensare all'utilità del computer nel trattamento della disabilità...
Ieri, andando sulla pagina facebook di Sostegno per l'autismo mi sono trovata di fronte ad una mamma che chiedeva se il computer potesse essere utile e che tipo comprarne...
Le è stato consigliato il touch screen, l' I pad e quant'altro.
Tutte belle cose.
Ma anche costose.
Il bambino del suddetto filmato, Mattia, è affetto da SMA e effettua movimenti brevi e con scarsa forza, per lui l' I pad è indispensabile.
Ma per un bambino autistico non lo è.
Ad un bambino autistico basta un netbook, ovvero il portatile 10 pollici (ne ho visti anche a 199 euro).
Immaginare le spese che affronta una famiglia con un bambino autistico è arduo.
Ci sono terapie alternative che non vengono passate dal servizo sanitario nazionale, ma che in america hanno ottenuto grosso successo, che costano davvero tanto...
Diete prive di glutine, latti e derivati, zucchero, conservanti e coloranti) e trattamenti per il ripristino dell’armonia intestinale. Quindi somministrazione di nutrienti con aminoacidi, vitamine, acidi grassi, minerali antiossidanti. Infine la rimozione di metalli tossici presenti nell’organismo del bambino e il potenziamento della funzione immunitaria.
Aggiungere a queste spese eccessive per i supporti informatici, avendo oltretutto a disposizione prodotti low cost che possono essere usati tranquillamente allo stesso scopo mi sembra fuori logo.
Inoltre su internet è possibile trovare diversi siti che offrono software gratuiti (anche on line).
due fra tutti : baby flash e dienneti (un portale dove è davvero possibile trovare di tutto), e forse sarebbe anche ora di smetterla di pensare che i gentori di un bambino disabile sono sempre e per forza persone benestanti...Come si vede sotto nel filmato il bambino usa un mouse e un software gratuito.
leggi anche qui : l'autismo si combatte anche al computer
leggi anche qui : l'autismo si combatte anche al computer
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