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martedì 27 aprile 2010

Jesse e la terapia genica.

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Festeggiamo perchè la terapia genica ha dato i suoi frutti.
Festeggiamo quando un nuovo farmaco viene messo nei banchi farmaceurici.
Ma qualcuno,quasi sempre si è sacrificato.
Dimentichiamo, spesso,che tutto ciò che riguarda la malattia passa, sempre,dalla sperimentazione sull'uomo.
Mi spiego.
Qualsiasi tipo di terapia viene testata su volontari.
Se la sperimentazione da esito positivo, e soprattutto se viene prima fatta una sperimentazione coscienziosa sugli animali, allora,probabilmente, avremo una terapia efficace,con i minori rischi possibili.
Nel caso di Jesse Gelsinger le cose non sono andate come Jesse e lasua famiglia si aspettavano.
Jesse Gelsinger era un ragazzo diciottenne affetto da una forma lieve di deficit di ornitina-transcarbamilasi (OTCD), una epatopatia ereditaria con diversi gradi di espressione clinica. Nel settembre del 1999, all’Istituto per la Terapia Genica Umana dell’Università della Pennsylvania, Jesse fu incluso fra i volontari per la sperimentazione clinica di una nuova terapia genica. Degli Adenovirus modificati, fungendo da "trasportatori", avrebbero dovuto portare nelle cellule del suo fegato una copia del gene sano, ossia in grado di codificare correttamente l’ornitina transcarbamilasi, eliminando gli effetti del deficit.
Dopo poco tempo dalla somministrazione il ragazzo cominciò a sentirsi male con gravi sintomi respiratori, verosimilmente dovuti ad una sindrome da distress acuto. In breve si manifestò un’insufficienza organica multipla acuta e ingravescente.
Un grave effetto collaterale si era manifestato anche in un altro volontario, prima del trial che includeva Jesse Gelsinger, ma i ricercatori della Pennsylvania University non avvisarono i responsabili della Food and Drug Administration (FDA, l’organismo di controllo sulla ricerca biomedica) come previsto dal regolamento. I medici che visitarono il volontario considerarono la dose virale eccessiva, altri ipotizzarono una reazione anafilattica. L’ipotesi apparve plausibile perché la reazione anafilattica richiede un secondo incontro con un antigene già in passato incontrato (in quello che si definisce contatto sensibilizzante) e questo è molto facile con gli antigeni degli Adenovirus, ovunque diffusi e comuni ospiti delle nostre vie aeree.
Intanto le condizioni di Jesse Gelsinger si aggravarono ancora e il quarto giorno morì.
L’autopsia mostrò che gli Adenovirus ingegnerizzati si erano diffusi alla milza, ai linfonodi, al midollo osseo e l’esame dei suoi reperti epatici rivelò che le condizioni del suo fegato erano troppo alterate per affrontare i rischi di una sperimentazione clinica.
Bisogna dire che dopo questo tragico evento l’FDA sospese tutti i trials clinici di terapia genica e l’NIH immediatamente definì nuove linee guide e nuove direttive per rendere impossibile il ripetersi di una tale tragedia.
Qui riporto le accuse mosse dall’FDA ai ricercatori responsabili della morte di Gelsinger:

  1. Informazione inadeguata sui rischi della sperimentazione.
  2. Aver ammesso Jesse nonostante le sue condizioni gravi lo definivano inadeguato alla sperimentazione.
  3. Non aver tempestivamente informa la FDA telefonicamente che un altro candidato alla sperimentazione aveva avuto effetti gravi,e si era ritirato, candidato sostituito da Jesse.
  4. C'era un conflitto di interessi in atto, poichè l'istituto dove Jesse fu sottoposto alla terapia era finanziato da una compagnia privata leader nelle Biotecnologie, e gli scenziati avevano quindi "fretta".
La famiglia Gelsinger fu risarcita per una cifra mai resa nota, ma che, a mio avviso, mai potrà ripagare la famiglia per la grave perdita.


http://www.jesse-gelsinger.com/  
(in inglese)

giovedì 22 aprile 2010

Non potranno mai dire "che non sapevano"..."

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Don Paolo Farinella: Altrachiesa - Micromega




"Ecco, Signore, li leggi i giornali?
Ora dimmi, se anche la fede non ci supportasse, ci resterebbe la Ragione così cara al Santo Padre.
E la ragione mi dice che il Vaticano di Roma e il suo Vescovo sono compromessi nel fango fino al collo: preferiscono salvare la Santa Sede piuttosto che la sede santa ovvero il cuore dell'uomo e la sua dignità."


"Ricordi Caifa? Si stracciò le vesti quando mi ascoltò nel Tempio: parlavo un linguaggio nuovo. Avevo osato chiamare mio Padre, Abbà, ovvero dolce papà e farmi figlio di Dio, quale ero.
E nota bene non ho mai dato del Santo a nessun rabbino di Gerusalemme: ho persino ammonito di chiamare santo un uomo. E' un attributo che spetta solo all'Ineffabile non agli uomini.
Ebbene dopo la reazione di Caifa, ho scelto il silenzio.
Così davanti a Pilato. Non ho mai risposto alla sua domanda: Che cosa è la verità?
Avevo già parlato nelle piazze, sulla strada, nei lebbrosari.
Non rispondo ai falchi, ovvero ai falsi sapienti che si appropriano del sapere e ai potenti che credono di poter patteggiare con Dio.
Sarebbe stato contro la natura della mia Persona pronunciare davanti ai loro occhi segnati dal crimine e dall'arroganza. " Troviamo insieme un accordo!"
Pur di salvarmi la pelle.
Ero venuto per annunciare la speranza ai poveri e agli uomini senza potere, la giustizia e la misericordia.
Sapevo che questo significava fedeltà a Se Stessi fino a perdere.
Non hanno fatto così i vostri magistrati, i vostri scrittori, giornalisti, preti, persone in prima linea contro le illegalità, in terra di mafia?
Semmai con il silenzio di chi sapeva di essere messo in croce, ho gridato loro la mia autorità e la mia forza".


"Ci sono uomini e donne che nessun Papa e nessun Re potranno mai mettere in catene. Neppure da morti.
Non avranno avuto un seggio parlamentare né un ruolo cardinalizio ma avranno avuto nel cuore l'autorità di Dio.
Solo le loro parole saranno ascoltate."


"Ma tu parli di silenzio. Chiariamo: qui il silenzio vuol dire omertà o collaborazionismo. Vuol dire non denunciare ciò che va gridato sui tetti, come tu stesso hai fatto nella tua vita terrena.
Di che natura è il tuo silenzio?"


"E' uno sguardo profondo lanciato nella notte delle loro coscienze.
Mentre parlano sanno di mentire.
Quando mentono sanno di uccidere.
Non potranno mai dire "che non sapevano"..."


Personalmente non mi ritengo Cattolica...non ho neanche battezzato la mia secondogenita.
E c'era un tempo in cui ero un'assidua frequentarice delle parrocchie.
Si cambia con l'esperienza e con la conoscenza.
La conoscenza mi dice che Dio (se esiste) non può albergare all'interno di mura che hanno violato i bambini...non ci credo.
Altrimenti dovrei credere che Dio non è buono...
Non si può affermare che il pedofilo va perdonato...che un prete non può denunciare a causa del segreto confessionale, e poi dare la scomunica a chi compie il peccato di abortire...

Mi rifiuto di pensare che possa esistere un Dio che permetta e "dice" questo...

Io mi rifiuto di pensare che Gesù abbia voluto dire questo.

Mi dicano dove è scritto nella bibbia (la conosco praticamente a memoria)!
Ma l'italiano medio non considera queste cose, preso com'è dal guardare i tronisti o capire chi vincerà l'Isola dei famosi...

E' preferibile la morte alla vita amara ( Antico testamento-Libro di Siracide)

Non hanno tenuto presente la Bibbia per il caso Eluana?

E' possibile scagliarsi contro l'aborto e poi non contro la pena di morte? Le due cose sono in perfetta Antitesi...
Il catechismo della chiesa cattolica afferma che la pena di morte è lecita, lo dice apertamente.
E il Vaticano non ha votato la moratoria dell'ONU sulla pena di morte inflitta ai gay in molte nazioni, ancora oggi...
Perdonatemi ,ma questo non può essere il messaggio di Dio. (se esiste)


Chiesa e Aborto.
Vaticano e pena di morte


La chiesa conntro se stessa

mercoledì 21 aprile 2010

Ciao Alessia...

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I sogni hanno un ruolo importante nelle nostre vite.
Nostra madre li inventa per noi, per consolarci di tutto ciò che non abbiamo e infonderci speranza nel futuro.
Ma forse lo fa anche per sè stessa, per sfuggire ai pensieri che l'affliggono...
Quando siamo piccoli i sogni sono sempre lì a rischiararci un poco l'esistenza, solo che vanno e vengono...splendidi finchè durano, ma anche evanescenti.

I sogni sono come le bolle di sapone che soffiavamo da bambini, le facevamo volteggiare nell'aria in una sfilata di colori allegri, splendide ma sfuggenti. Allungavamo la mano per afferrarne una, ma quella, appena la toccavamo, scoppiava e svaniva.

Questo sono i sogni...

Una mamma, qualche giorno fà ha visto sparire i suoi sogni...

Ho conosciuto Alessia una mattina di tre anni fà.
Viso paffuto e sorriso angelico...alessia soffriva a causa di una malattia chiamata SMA.

Una malattia genetica che le avrebbe impedito di camminare, correre, giocare..respirare da sola, mangiare.
Alessia qualche giorno fà ha acquistato le ali...le ali di un angelo.
Il mio pensiero va alla sua mamma...forza mamma di Alessia.
Ciao Alessia, che tu possa correre e giocare insieme agli altri angeli, perchè gli angeli non si ammalano mai...

Per saperne di più...http://mammedegliangeli.blogspot.com/

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