Visualizzazione post con etichetta bambini iperattivi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bambini iperattivi. Mostra tutti i post

sabato 24 aprile 2010

BAMBINI IPERATTIVI RICERCA INGLESE, PREMI E INCENTIVI SONO MEGLIO DEI FARMACI

0 discorsi di fretta
BAMBINI IPERATTIVI: RICERCA INGLESE, PREMI E INCENTIVI SONO MEGLIO DEI FARMACI

Studio pubblicato su Biological Psichiatry: "Nei bambini affetti da sindrome di disattenzione e iperattività (ADHD), gli incentivi possono avere lo stesso beneficio dei farmaci". Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Sono sei anni che lo ripetiamo alle istituzioni di controllo sanitario italiane: si investa di più su percorsi non farmacologici". Roberti (psichiatra): "Dimostrata con metodo scientifico l'efficacia di strumenti psicopedagogici noti da un secolo". Ajmone (psicoterapeuta): "l'iperattività è un sintomo, non una malattia, ed il nulla si può curare in infiniti modi con infiniti buoni risultati"

Torino, 22/04/2010 - Recentemente pubblicato su Biological Psichiatry, lo studio della Nottingham University "Effects of motivation and medication on electrophysiological markers of response inhibition in children with attention-deficit/hyperactivity disorder", conferma quanto parte della comunità scientifica sostiene ormai da anni riguardo il comportamento troppo vivace dei bambini: riscontri positivi e "contenitivi" nel miglioramento delle performance comportamentali si possono ottenere non solo con l'utilizzo di farmaci - causa di potenziali effetti collaterali anche gravi - ma con strategie pedagogiche quali, ad esempio, quella della "ricompensa a breve termine". Lo studio infatti ha dimostrato la pari efficacia, in termini di normalizzazione del comportamento, fra il trattamento psicofarmacologico e l'utilizzo di stimoli e ricompense per "premiare" la corretta esecuzione di compiti. I risultati della ricerca vengono accolti positivamente dal Dott. Paolo Roberti di Sarsina (Dirigente di psichiatria dell'ASL di Bologna): "L'elemento psicopedagogico alla base di questo semplice ma efficace esperimento è quello della esperienza continua e gratificata per apprendere su di se, con il risultato evidente di un contenimento degli eccessi. Va ricordato che la psicopedagogia Steineriana - in uso in tutto il mondo da ormai un secolo - è basata proprio sull'apprendimento attraverso l'esperienza, e in questa ottica la ricompensa - intesa nel significato profondo di appagamento dell'io - è uno strumento chiave."
Ancor più netta la posizione del Dott. Claudio Ajmone (psicoterapeuta ed esperto italiano di ADHD), che nega la possibilità che l'ADHD possa esistere come malattia: "Resto dell'idea che tutto è possibile quando si sperimenta su una malattia inesistente. Il nulla si può curare in infiniti modi con infiniti buoni risultati...".
Luca Poma (giornalista e portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica), commenta così sul portale www.giulemanidaibambini.org: "L'ADHD è una costellazione aspecifica di sintomi, imputabili a numerose possibili cause,  non è una 'malattia' da curare con psicofarmaci. La scienza ci dimostra per l'ennesima volta che esistono risposte al disagio dei bambini valide ed efficaci e soprattutto prive di effetti collaterali, quindi ci chiediamo che senso abbia continuare a utilizzare potenti psicofarmaci su bambini piccoli, a volte con il rischio di conseguenze anche fatali, quando la psicopedagogia offre alternative valide. Un appello all'Istituto Superiore di Sanità e all'Agenzia del Farmaco: è ora che la sanità pubblica in Italia torni a investire sulle persone e sulle competenze, senza cercare 'facili' scorciatoie chimiche".

lunedì 19 aprile 2010

Boris e il ritalin...

0 discorsi di fretta
Boris Neumann (nome fittizio) ha compiuto da poco sette anni. Frequenta la seconda elementare a Hannover. E ha già un grosso problema: non riesce a stare fermo al suo posto neanche un minuto. È maldestro, nervoso, alza la voce, si agita di qua e di là, e per giunta diventa aggressivo. Questo lo ha fatto diventare il peggior alunno della sua classe. La sua autostima è bassa. È malvisto da tutti, sia dagli insegnanti che dai suoi compagni. Nessuno lo sopporta a lungo. Anche i suoi genitori hanno ormai i nervi a pezzi. Perciò sua madre é andata con Boris dal pediatra, che ha diagnosticato una sindrome da iperattività.

“Ma non è così grave, signora!” la tranquillizza il dottore, “adesso gli prescrivo un ottimo farmaco, così si calmerà e diventerà sicuramente un bravo scolaro.”

Boris, il pestifero, prende ora dunque, regolarmente, il Ritalin. Questa medicina contiene una sostanza, sviluppata originariamente per ridurre l’appetito e come antidepressivo, che ha un effetto simile all’anfetamina; intervenendo direttamente sul metabolismo del cervello riduce la predisposizione all’eccitabilità.

Boris è diventato quindi più tranquillo. Adesso non è più intrattabile, non urla, anzi, non ci si accorge quasi neanche più di lui. Il problema dunque sembra essere risolto. Un unico svantaggio: dopo alcune ore l’effetto si riduce e Boris ricade nei suoi vecchi schemi di comportamento. E quindi deve inghiottire un’altra pillola...

Così come Boris, ci sono nel mondo circa dieci milioni di bambini che prendono la ‘pillola miracolosa’. Solamente in Germania ce ne sono 160.000. Questa medicina è salita al sesto posto degli psicofarmaci più venduti... E naturalmente molti ne approfittano: pediatri, farmacie e industrie farmaceutiche, tutti si sfregano le mani. Finalmente insegnanti e genitori possono trarre un lungo sospiro di sollievo.

Solo una domanda, ma come sta Boris, veramente? E soprattutto: Cosa sta succedendo nella sua testolina?

Nessuno sa oggi esattamente che effetto abbia sullo sviluppo del cervello prendere per anni il Ritalin. Potrebbe essere possibile che si produca un contraccolpo. Un neurologo di Goettingen, il Dr. Gerald Huether, in base a ricerche effettuate sui topi, mette in guardia contro i danni a lungo termine. Siccome il Ritalin riduce la crescita delle cellule che producono la dopamina nel cervello – il numero di queste cellule nella vecchiaia diminuisce comunque – è possibile che la mancanza di dopamina causi il morbo di Parkinson, un grave disturbo che coinvolge il movimento.

Ci possono volere ancora altri vent’anni prima che gli eventuali effetti non immediati possano essere di fatto riconosciuti. Nel lungo termine il principio del Ritalin potrebbe danneggiare notevolmente i bambini interessati.

Ciò di cui hanno bisogno veramente i bambini iperattivi, è un aiuto terapeutico. Devono imparare a controllare i loro impulsi e a risolvere i loro problemi. Nella maggior parte dei casi di questi bambini estremamente eccitabili e difficili, si tratta persino di individui molto intelligenti, che hanno di fatto attraversato finora l’esistenza agitandosi e urlando. Un permanente eccesso di stimoli nella nostra società moderna gioca sicuramente un ruolo; una delle cause principali potrebbero essere però anche i genitori. La maggior parte si sentono sotto pressione e non sanno bene cosa fare. Per cui tutto il loro ammonire, sgridare o il castigare non porta proprio a niente. Il vero problema si trova nella mancanza di una forma di educazione adeguata. E così questi bambini non ricevono il sostegno giusto per il loro sviluppo. Il neurologo Huether lo spiega così: “Il cervello è un organo plasmabile, che si sviluppa in maniera differente, a seconda di come viene utilizzato. La regione che governa impulsi ed emozioni – aiuta a controllare la paura, la rabbia, la collera e la disperazione – nel caso dei bambini iperattivi non è particolarmente sviluppata. I bambini dovrebbero fare di rado però, l’esperienza che possono ‘funzionare’ solo con l’aiuto di una pillola. Devono sperimentare come possono risolvere da loro stessi i problemi. Solo in seguito il cervello si riorganizza.”

Come l’educazione e di conseguenza lo scambio tra genitori e bambino funzionino effettivamente, è stato reso noto solo da poco attraverso un gran numero di studi scientifici. Come è stato provato, qualità come la consapevolezza, la reciprocità, la coerenza, e un sostegno positivo nel rapportarsi con i bambini formano il presupposto per uno sviluppo positivo e durevole. Il programma che si è sviluppato da queste conoscenze, e che ha avuto moltissimo successo, è denominato Triple P ‘Positive Parenting Program’ e viene proposto ora anche in Germania. Gli studiosi, soprattutto i neurologi, incoraggiano quindi una ‘scuola dei genitori’ – cioè un’adeguata formazione per diventare papà e mamma. Prima di mettere al mondo dei bambini, le persone dovrebbero frequentare corsi di educazione, nei quali imparare a rapportarsi consapevolmente con i piccoli.

Un’altra possibilità di aiuto è offerta dal programma KiB (Kinder in Balance – Bambini in equilibrio), un sistema completo di terapia per bambini. In questo programma ci si chiede in che modo il metabolismo del cervello venga sbilanciato. Oltre all’eccesso di stimoli, la mancanza di vitamine e di sostanze vitali, possono giocare un ruolo anche gli stati di tensione e le limitazioni di movimento nel sistema craniosacrale.

Il Dr. Upledger, il fondatore della terapia craniosacrale, dimostrò già nel ‘77, in uno studio su duecento ragazzi delle scuole elementari americane, la relazione tra i disturbi funzionali nel sistema craniosacrale e la sindrome da deficit di attenzione. Durante una terapia craniosacrale completa, attraverso una manipolazione delicata delle ossa del cranio, la pulsazione viene portata a un ritmo di profondo rilassamento. Nella sessione si crea un’atmosfera di tranquillità, uno spazio di comprensione. I bambini iperattivi, che si trovano spesso in continua tensione e sotto pressione, ne fanno esperienza come di qualcosa molto gradevole e riposante. I bambini e i genitori imparano insieme un programma di auto aiuto e di rilassamento, il quale può continuare a essere praticato anche dopo la serie di sessioni.

Il piccolo e intrattabile Boris può dunque sperare ancora, forse gli verranno risparmiati anni di Ritalin. Ci sono anche altre soluzioni per i bambini iperattivi, con maggior attenzione e amore, senza dover far loro ingoiare pillole. I genitori dovrebbero essere più responsabili e lavorare anche su se stessi. Ne varrà sicuramente la pena per tutti. Perché secondo il Dr. Huether: “I disturbi comportamentali dei bambini sono solo uno specchio che mostra a noi adulti che stiamo facendo qualcosa di sbagliato”.

da osho times tedesco...




Il ritalin non serve ai bambini, ma serve solo agli insegnanti per stare tranquilli.

Ma nessuno pensa che questo sia un prezzo troppo alto da pagare? Quanto vale il futuro di un bambino?

sabato 17 aprile 2010

0 discorsi di fretta

Fermiamo la crociata dei promotori del Ritalin


Per informazioni: akkoop@hotmail.com




Il Ministero della Salute nel 2002 ha autorizzato la sperimentazione del RITALIN, un farmaco "dedicato" ai bambini che si appresta entro sei mesi ad invadere il mercato italiano.
Gli psichiatri affermano che esiste una malattia psichiatrica dell'infanzia che consiste essenzialmente nel fatto che alcuni bambini sono distratti e molto vivaci.
E' bene ricordare che la definizione di  una nuova malattia nel DSM (manuale diagnostico e statistico di disturbi mentali) non richiede vere prove scientifiche.
E’ sufficiente che si compili una lista di domande, osservando il bambino: bastano sei risposte positive su nove per diagnosticare la ADHD (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder).
Riportiamo alcune delle domande del test riferite ai bambini dai 2 ai 5 anni:
-"muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile?"
-"è distratto facilmente da stimoli esterni?"
-"ha difficoltà a giocare quietamente?"
-"spesso chiacchiera troppo?"
-spesso spiattella delle risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?"
-"spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?"
-"spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?"
Gli psichiatri statunitensi garantiscono l'efficacia del metodo di individuazione del bambino da curare e affermano che sono necessari 15-20 min. di osservazione per essere certi della loro diagnosi.
I promotori del RITALIN in Italia affermano che a loro servono dalle 4 alle 5 ore di osservazione, volendo forse dimostrare maggior rigore scientifico rispetto ai colleghi d'oltreoceano.
Avvertiamo quindi genitori e insegnanti :se venissero a dirvi che il vostro bambino presenta questo "disturbo" e che deve essere "trattato", non fidatevi !

I buoni motivi per rifiutare il Ritalin

Il Ritalin (definizione biochimica: metilfenidato) è un'anfetamina nota da decenni, usata sia come dimagrante, sia come droga euforizzante; è classificato nella tabella II degli stupefacenti con oppiacei e cocaina.
Ad oggi non esiste una versione scientifica fondata su quale sia il meccanismo biochimico che la sostanza produce sul cervello del bambino. La versione più accreditata è che migliora solo temporaneamente i sintomi ( una dose ha durata di 4/5 ore) e che permette di concentrarsi su una attività monotona e ripetitiva. Vale a dire che il farmaco non compie il miracolo di migliorare le capacità scolastiche o relazionali del bambino o di sviluppare abilità e motivazioni.
Dato che non esiste una eziologia dell’ ADHD, la diagnosi è basata su strumenti pericolosamente arbitrari.
Gli enormi interessi economici della casa produttrice (Novartis) fanno temere un uso massiccio di questo farmaco così come già avviene negli USA.
Effetti collaterali del Ritalin: dipendenza dalla sostanza, psicosi, ansia, insonnia, distruzione dell’ormone della crescita, etc..etc.. fino ad arrivare all’arresto cardiaco.(http://www.cespbo.it/testi/ritalin_nelle_scuole.htm)

Care mamme, noi vogliamo sempre il bene dei nostri figli, ma purtroppo la nostra società è diventata poco tollerante nei confronti di chi non è un'automa.
E' a causa di ciò che mi sono ripromessa di condurre questa crociata...continuiamo a leggere:
Effetti culturali del Ritalin
Il modello statunitense pare essere il futuro della nostra società, specchio di costumi e risoluzione di problemi in nome della produttività e nel modo più veloce possibile.
Ecco puntuale l'ipotesi di reintroduzione del ritalin in italia, all'interno di un ampio dibattito: la riforma scolastica.
La scuola statunitense (ovvero il modello futuro) conta per la maggior parte scuole private, le pubbliche sono a gestione manageriale con finanziamenti legati ai rendimenti degli alunni ovvero: più la scuola è produttiva più riceverà fondi dal governo.
La chiave all'interno di questo sistema è la competitività nelle ricerca di metodi sbrigativi per conseguire risultati.
E guarda che bella coincidenza. Proprio su Repubblica in un intervista a Gabriele Masi, dell’Istituto Stella Maris di Pisa, si legge che ai bambini la "cura" (dato che di cura si tratta!!!), viene sospesa guarda caso nei periodi estivi e durante le vacanze di natale, proprio quando la scuola viene chiusa.
Ma dov'è "la cura" , se di cura si tratta, e soprattutto su quale serietà si fonda, tanto da interromperne la terapia in coincidenza della sospensione scolastica?
Non viene da pensare che forse la produttività scolastica è ciò che conta maggiormente?
La discussione su cosa sia  e come si manifesta "l'iperattività" di cui tanto si parla, non può rimanere esclusiva di pochi specialisti poiché le conseguenze ci interessano molto da vicino.
Bambini distratti , con "l'argento vivo addosso" si diceva un tempo, quelli che a scuola non riescono a concentrarsi per più di pochi minuti, che parlano in continuazione, che appena si alzano dal banco o semplicemente si muovono combinano disastri, che litigano con l'altro, che non stanno simpatici a nessuno, che rischiano di farsi male :ecco alcune delle caratteristiche che definiscono il deficit di attenzione e disturbo di iperattività.
Noi preferiamo  chiamarli "bambini esigenti", "figli scomodi" per genitori e docenti con poco tempo da dedicar loro..., non iperattivi ma vivaci (ovvero pronti, svegli)
Non si vuole negare che siano comportamenti difficili da gestire o da sopportare, specialmente  in un quotidiano scandito da orari impossibili da rispettare, tra corse in mezzo al traffico,impegni da portare a termine e esigenze di lavoro e quindi di vita (se di questo siamo costretti a vivere). Il lavoro del genitore non è quello di trascorrere il tempo con i propri figli, piuttosto fare salti mortali per conciliare lavoro e cura delle relazioni.
Ugualmente gli insegnanti si stressano, inseguendo programmi che non hanno rispetto delle differenti capacità di ciascuno.
Insomma pare che questi fanciulli non trovino risposta alle loro esigenze né a casa né a scuola.
Ma quale risposta migliore a questi problemi se non quella degli stati uniti (il nostro modello), che spiana la via farmacologia rapida ed "indolore" (per chi?) ?.
La psichiatria si presta all’inganno tra il concetto di cura e la repressione/ controllo.La suggestione sociale facilmente supera  il confine tra l'irrequietezza ed il disagio, la vivacità e la patologia e finisce per trasformare caratteristiche tipiche dell’infanzia in sintomi curabili con una medicina.


Ricordo un mio compagno di classe,alle elementari.
E' arrivato inquarta elementare, ripetente da ben due anni, e la sua ultima maestra era pervasa da crisi di pianto continue...il primo giorno di scuola noi bimbette non facevamo che parlare di questo bambino,come si parlava dei mafiosi qualche tempo fa(sottovoce e guardandoci continuamente intorno)
Ricordo che la mia maestra era all'antica...usava le mani e i castighi.
Ma quel bambino fu responsabilizzato, quando dovevamo andare in bagno dovevamo rivolgerci a lui per avere la carta igienica, ed era sempre lui a "guidare la fila".
Divenne un Angelo in poche settimane.
Sono state fatte dlle riforme della scuola che hanno completamente privato gli insegnanti del ruolo educativo.
Ma quelli che piangono di più per questa situazione sono i nostri figli.
E' impensabile chel'autorità possa essere sostituita da un farmaco.
Anzi, da una droga (il Ritalin è nella stessa classe farmaceutica degli oppiacei).
IO mi oppongo, e voi?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...