Era capodanno, eravamo io papàdifretta e Sarah.E avevamo un gran bisogno di Sicilia. E c'è un modo infallibile di portarsi dietro la Sicilia, ed è portarsi dietro la cucina. E in particolare il cibo di strada..
E di colpo da donna acculturata che mormora continuamente contro lo sfacchinare a casa che non le si addice, si trasforma nella massaia dal peso prorompente (sì, ebbene, quello c'è) e dal seno florido e le "vrazza longhe", le braccia lunghe che impastano, preparano cuociono-
E quel giorno non poteva mancare ..lui, lo sfincione palermitano.
E ti parla di un'ape car (una lapuzza) davanti all'università, alle 7 del mattino.A spargere "profumo" di cipolla e cacio cavallo.
E con la lacrimuccia condivido con voi questo tesoro che risiede nel mio cuore e tra le mie cellule di grasso.
250 gr di farina rimacinata (di grano duro)