domenica 16 ottobre 2011

Diventare papà

Nulla è più difficile per una donna che capire le reazioni alla paternità del proprio compagno,Il problema principale è la GRADUALITA'. Per i padri, e questo pare essere scientificamente dimostrato, la paternità è un sentimento che cresce gradualmente.

D'altronde è abbastanza facile ricordare come fino a qualche decennio fa i padri fossero totalmente assenti per quanto riguardava la crescita dei figli. Ancora ricordo ia madre che per incutermi paura quando combinavo qualcosa minacciava sempre di dirlo a mio padre...


Oggi, fortunatamente questo modello è andato perso(o quasi), e nessun uomo dovrebbe più aspirare a diventare il "capofamiglia" , per acquisire autorità, Ma piuttosto gli uomini dovrebbero aspirare a diventare il punto di riferimento per i figli, che sono il prolungamento di se stessi nel tempo



Il ruolo del padre è fondametale, sin dai primi attimi di vita del bambino.Eppure in molti si defilano dicendo di non saperci fare, ma sarebbe molto meglio se molti dubbi venissero affrontati in seno alla coppia, altrimenti la Crisi è dietro l'angolo. Perchè la neo mamma si sentirà profondamente sola, e il neopapà in un misto di vrgogna e sensi di colpa tirerà fuori solo scuse senza senso non avendo il coraggio di esprimere i suoi timori.

La gelosia

So che forse vi sembrerà che io sia esagerate, ma a volte la gelosia dei neopapà arriva ad avere reazioni allucinanti.
Sapete perchè? Perchè questo sentimento non è provato dal genitore in maniera cosciente, ma risiede invece nel subcosciente.E per non farle fare danni (ci sono stati casi di infanticidio per questa sindrome) la cosa migliore è cercarla di portarla ad un livello cosciente, parlandone apertamente e cercando delle soluzioni.
I primi mesi dopo il parto sono duri èer la donna, provata sia fisicamente che mentalmente, e l'uomo spesso non capisce la ritroia al sesso o il fatto di cercare di rendere il marito meno dipendente dalla propria presenza. Come sempre la cosa migliore da fare è parlare. Parlare e Parlare. E il vostro compagno, come ha reagito alla nascita del vostro bambino?

8 commenti:

  1. parlare...parlare...parlare! E' sempre stato il mio motto, proprio dagli anni piu' difficili, quando mia madre parlava tipo ''radio'' e mio padre solo con gli occhi...un pò come succede a me adesso che mi accorgo di essere sopportata a volte anziché stimata per ciò che valgo molto o poco che sia; comunque per tornare all' argomento che ha una rilevanza fondamentale nella coppia, io sono del parere che per non far diventare i piccoli un esperimento, più che dopo la nascita, la gran parte del lavoro si dovrebbe fare prima, anche perché questo mondo che va di fretta, non lascia molto spazio al tempo che serve per correggere gli errori, durante il cammino (cosa comunque sempre da tener presente!Perché c'è sempre modo e tempo per la coppia che ha volontà di vivere in modo sano questo meraviglioso momento) Dona.

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  2. grazie dona come sempre sei illuminante e mi trovi perfettamente d'accordo.

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  3. Lo sai come ha reagito DaddyBear: ha smesso di fare il marito per fare il padre. Tutte e due non c'e la faceva.
    Ed è stato per i primi 18 mesi un papà affettuoso, molto molto apprensivo e di zero aiuto. Per i primi 18 mesi non ha cambiato un solo pannolino.
    Molto apprensivo lo è ancora ma è molto più presente, e da quando è a casa la veste, la porta o la va a prendere a scuola dove ha anche imparato a farle il lettino e a relazionarsi con compagni e genitori.
    Per noi recuperare il rapporto di coppia è ancora lento e difficile anche perchè io ho ancora tanta rabbia dentro.
    Ma miglioriamo.

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  4. le cose prenderanno una forma, magari non sarà quella perfetta, ma almeno le saprai riconoscere

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  5. Non credo di essere un buon padre perchè cambio pannollini e faccio il bagnetto ai pupi, ma sicuramente è un inizio!

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  6. ogni tanto ci penso e credo che a ruoli inversi io sarei molto gelosa. lavorando tutto il giorno, appena torno a casa divento piccoletto dipendente e lui diventa il centro del mio mondo. capisco che i babbi ogni tanto si possano sentire esclusi, ma come si fa a moltiplicare il tempo? come si fa nel giro di tre max quattro ore - torno alle 18.30, al massimo alle 22 si va a letto - a giocare con il piccoletto e parlare con il babbo, guardare i cartoni con il piccoletto e un tg con il babbo, mettere a letto il piccoletto dopo aver letto mezzo libro di fiabe e restare sveglie?!?!?1

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