martedì 29 gennaio 2013

Tre consigli prima di emigrare.

Pianificare aiuta.
E' una cosa che è difficile ammettere, per me, per il mio modo di essere, ma aiuta, senz'altro.

E così che per rendere semi indolore il trasferimento a Bergamo abbiamo deciso di ..pianificare (cioè io pianifico, lui continua a dire "ma siamo sicuri...").

Abbiamo deciso di star qua a Bologna per altri sei mesi, che sono il tempo di preavviso che bisogna dare per lasciare la casa.
E quindi ho guardato il costo dell'aereo per la Sicilia, visto che Sarah va a fare delle lunghe vacanze dai nonni.
La porto alla fine di maggio, io torno a giugno, e poi andiamo in Sicilia all'inizio di Agosto.
Sì, è così,mia figlia di 5 anni va a farsi la villeggiatura da sola.
Trolley di Hello Kitty alla mano, e mamma che l'accompagna, e vai verso Catania, e poi a destinazione, fino a Licata. (nella foto la spiaggia dove andrà)


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Un tempo si chiamavano emigranti.
Avevano la valigia di cartone e i sogni
che risiedevano sotto al cappello. Uno fra tutti. La casa.
Poi divennero "expat",  che sa un pò di "yuppies", fa figo.
Avevano le spalle coperte. Ne ho conosciuti parecchi che andavano all'estero a spese di mammuzza e papuzzo, per sperimentare nuove culture-
Beati loro.
Ora, onestamente, credo che il concetto dell'expat come persona culturalmente elevata che vuole arricchire il suo pensiero sia andato perso.
Oggi l'expat ha con sè, quasi sempre, un bagaglio di disperazione.
E non solo l'expat.Bata andare da Frosinone a Roma per avere quella sensazione di espatrio dentro.

Ecco ci sono almeno tre modi di "emigrare".


  1. A step. Primo step parte il membro della famiglia che ha più possibilità di lavoro. Va comincia a lavorare, trova una casa che vada bene anhe per il resto della famiglia. Mette qualcosa da Parte.(mentre il resto della famiglia si fa mantenere dai genitori anziani, in modo che almeno abbia da mangiare). Questo è quello, che oggi, che ho una vasta esperienza in tema, mi sento di consigliare.
  2. Partono papà e mamma e lasciano figlio e animali domestici, che saranno al sicuro, dove non mancherà il cibo e potranno essere soddisfatti  i bisogni primari. Affittano un monolocale arredato per qualche mese, lavorano come i pazzi. Mangiano pasta e pelati per qualche mese. Dopo di che trovano una casa dignitosa e vanno a prendere figlio e animali domestici (dopo aver pianificato con chi deve rimanere il figlio). Anche questa non è malaccio, suvvia.
  3. La più orribile. Partono tutti insieme. E su questo punto vorrei sviluppare dei sottopunti:
    1. non è vero che tutti insieme le difficoltà si affrontano meglio. I bambini hanno scarsa capacità di adattamento immediata, se si sentono spaesati vorranno la mamma, i loro giocattoli, i loro amici, la loro strada,le loro cose. Se state impazzendo perché non trovate lavoro la situazione potrebbe assumere risvolti drammatici.E non parliamo di quando siete stanche per aver passato giorni a camminare e a fare colloqui e dovete portare il cane fuori. Vostro marito sarà troppo stanco per farlo.
    2. Se siete fissate con l'alimentazione sana, scordatevela. Avrete voglia solo di wurstel, cotti al microonde, pur di   non sporcare.
    3. I soldi non basteranno MAI.Sarà un'emorraggia inarrestabile.Non è vero che sarete felici perchè siete tutti insieme. Due mesi di separazione non sono la fine del mondo,

Come potete capire, noi, ai tempi , optammo per la soluzione numero 3.
Un disastro.
Non vi separereste mai da vostro figlio. Anche io la pensavo come voi (e mi avevano detto che sbagliavo ma non ci ho creduto).
Insomma si fa un po' per ridere, ma mica tanto.




13 commenti:

  1. Pia sono sicura che andrà benissimo questa volta, ché l'esperienza insegna.
    Anzi sai cosa ti dico?
    Dopo il trasloco sarai così gasata che ti verrà voglia di scriverci un libro dal titolo "Il trasloco felice" oppure "La felicità si chiama traslocare", che ne dici?

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  2. ma sai che ci pensavo stamattina, in mezzo alla nebbia, al libro.Facevo confusamente una mappa mentale :)

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  3. ti volevo suggerire una cosa del genere... la rubrica di mamma di fretta: come sopravvivere ai traslochi!

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  4. Secondo me hai fatto la scelta pià giusta...sarò una sognatrice, ma se un giorno lo farò, sarà l'opzione 3!!!

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  5. apetto allora quando scriverai un post come questo :)::

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  6. Traslocare, o emigrare, o espatriare, e' sempre un po' doloroso e difficile.
    Sono sicura che con l'esperienza del poi, hai fatto la scelta migliore. L'importante e' prendere le cose con allegria, fiducia, apertura verso il nuovo (senti chi parla eh...? ;D)
    Tua figlia passera' delle ottime vacanze con i nonni, che avranno l'opportunita' di coccolarsela un po', e ricomincera' assieme a voi un nuovo ciclo.
    Vi auguro di trvare un equilibrio nuovo e bello, un abbraccio (solidale)

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  7. Non posso capire perché non ho mai traslocato, ma posso immaginare. Deve essere davvero dura.
    Un abbraccio da una mamma che ti legge spesso anche se commenta poco:-)

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  8. Il tuo post mi ha commosso, forse per la scenlta che riesco a trovare il coraggio di fare, forse perchè penso alle difficoltà, sicuramente per la tua sincerità che apprezzo sempre così tanto.
    in bocca al lupo!

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  9. Il problema è che potresti non avere alcuna alternativa al punto 3.... In bocca al lupo per il trasloco e per tutto, per lo meno la distanza BO-BG questa volta dovrebbe facilitare.

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