venerdì 18 marzo 2011

Gheddafi, la Sicilia e la paura.


L'attacco missilistico libico contro Lampedusa, lanciato il 15 aprile 1986 senza causare alcun danno, segnò una grave crisi diplomatica tra Italia e Libia.
Ad essere lanciati contro il territorio italiano furono due missili SS-1 Scud in dotazione alle forze armate libiche, che avrebbero dovuto colpire un'installazione militare LORAN statunitense situata sull'isola di Lampedusa come ritorsione per il bombardamento della Libia da parte degli Stati Uniti nell'operazione "El Dorado Canyon". Tra il 1985 e il 1986 diversi episodi generarono tensione e crisi nelle relazioni fra Italia, Stati Uniti e Libia.
Dal 7 all'11 ottobre 1985 si consumò la cosiddetta "Crisi di Sigonella", un complesso caso diplomatico che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra militari italiani da una parte e gli uomini della Delta Force statunitensi dall'altro. A Sigonella i militari italiani avevano impedito a quelli della Delta Force Usa di catturare i dirottatori dell'Achille Lauro ed Abu Abbas, loro capo, che aveva mediato per conto dell'OLP e su richiesta del governo italiano la liberazione della nave[2].
Il 24 e il 25 marzo 1986, nel golfo della Sirte si svolse un'azione bellica aero-navale degli Stati Uniti d'America contro la Libia.
Il 14 aprile 1986, la sera precedente all'attacco libico missilistico su Lampedusa, gli Stati Uniti d'America sferrarono tre attacchi aerei sulla Libia, al fine di assassinare il presidente Muammar Gheddafi, nome in codice dell'Operazione fu "El Dorado Canyon". 24 aerei bombardieri americani attaccano la capitale libica, Tripoli, e altri 6 obiettivi, distruggendo la residenza di Muʿammar Gheddafi. Fu un'operazione decisa dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in risposta all'attentato alla discoteca La Belle di Berlino del 5 aprile 1986, frequentata da soldati Usa in Germania, con un bilancio di tre morti e 250 feriti . Il presidente libico sfuggì alle bombe, ma tra le vittime dei bombardamenti statunitensi vi furono Hanna Gheddafi, una delle sue figlie adottive (di 15 mesi d'età) e decine di vittime civili. Gli aerei statunitensi erano decollati dalla Gran Bretagna e dalle portaerei USS America e USS Coral Sea, che incrociavano nel Golfo della Sirte.
Secondo quanto riferito dalle autorità libiche e confermato da Giulio Andreotti, Craxi, allora presidente del consiglio italiano, avrebbe avvisato Gheddafi dell'imminente attacco [consentendogli così di salvarsi..

Queata la storia.
E' di ogi la notizia che la nato ha dichiaratro guerra alla libia
Io sono favorevole ad una risoluzione contro di lui. E' sanguinario, lo merita.
Ma mi trovo di fronte a lui, e sono il bersaglio appetibile.
Ho paura.
Non sono riuscita neanche a stare su fb..ho l'ansia.
Ho i ricordi del 1986..la corsa ai viveri nei supermercati, che , a quanto sento, nella costa del canale di Sicilia si sta ripetendo.
La guerra mi fa paura. Abbiamo visto tante guerre che dovevano finire in pochi giorni...
e invece durano da decenni.
Sto male a pensare di stare con l'ansia per decenni. Vi voglio bene.Ma forse esagero. O forse no.

5 commenti:

  1. Ti ho pensata tanto oggi tesoro.
    Sai come contattarmi.
    Un bacio.

    RispondiElimina
  2. grazie gioia...un abbraccio.

    RispondiElimina
  3. Siamo sempre in mezzo noi poveri isolani!!!! Anch'io ci penso... La mia scuola è a meno di 5 km dalla base di Sigonella...

    RispondiElimina
  4. io abito licata..palmy,come i genitori di mammadifretta, la punta estrema..il bersaglio più facile dopo lampedusa...

    RispondiElimina
  5. Che brutte sensazioni stai provando! Mi spiace tanto...
    La Libia, il Giappone, ma che succede? C'è veramente da star poco tranquilli...

    RispondiElimina

il tuo commento mi regala un sorriso

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...